Parc01 / High Line di Siracusa

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La pista ciclabile costeggia il Parco delle Mura Dionigiane. Segue il tracciato della ferrovia che collegava Siracusa con Catania: oltre sei chilometri lungo la costa rocciosa. 25 gradi a novembre e qualche turista in bicicletta con lo zaino in spalla che dal Monumento ai Caduti italiani d’Africa si spinge fino a Targia, oltre la città. Il tratto è sterrato, ci sono ancora i vecchi pali dell’alta tensione, l’oratorio bizantino di Santa Panagia e le rovine del Porto di Trogilo costruito dai greci. È qui che, tra natura e meraviglie Unesco, il 12 dicembre inaugura il Parco di Sculture. 10 gli artisti coinvolti che porteranno le loro opere in diversi punti della pista, un sentiero aperto nel 2009 in occasione del G8 ambiente e intitolato qualche anno più tardi alla campionessa di apnea Rossana Maiorca.

«Ho chiesto di riflettere sulla città e la sua storia e su tutto quello che ha reso famosa Siracusa nel mondo. Questo ha portato gli artisti a lavorare per esempio su Archimede e i riflessi di luce ma anche su tragedie di grande attualità come l’immigrazione clandestina» spiega il direttore artistico Marco Pierini.

Le opere di Davide Bramante, Vittorio Corsini, Federico Gori, James Harris, Helena Hladilova e Namsal Siedlecki, Adalberto Mecarelli, Ignazio Mortellaro, Moira Ricci, Michele Spanghero, Francesco Carone sono state realizzate utilizzando materiali presenti sul territorio e rispettando le pratiche artigiane, dimenticando per un attimo le stampanti 3D e tutto ciò che è tecnologia. Un progetto quello di “Re Building the Future”, finanziato con fondi europei, che prende spunto dalla West Side Line della Grande Mela, la ferrovia sopraelevata in disuso diventata un parco di oltre 2 chilometri con orto botanico. «Siamo convinti – dice l’assessore alle Politiche culturali Francesco Italia – che questo museo di arte contemporanea a cielo aperto, possa diventare un importante sito culturale per ammirare la bellezza della Siracusa classica ma anche il genio degli artisti contemporanei». Una sorta di High Line newyorkese insomma, ma vista mare. 25 gradi a novembre e ancora qualche turista in bicicletta con lo zaino in spalla che dal Monumento ai Caduti italiani d’Africa si spinge fino a Targia, oltre la città.

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